Giovanni Paciello ha scritto:...
ma se una grossa associazione, come la fimf, che ragruppa tutte le realtà del territorio si fa portavoce di questa esigenza, perchè non creare a roma un centro di eccellenza di ferromodellismo?
Grazie a Giovanni per aver posto questa domanda.
Quelle che seguono sono state alcune esperienze dei Gruppi FIMF in Italia per la propria sede:
La ricerca della sede ha visto il GMFR ramingo per un po' di anni finché non abbiamo imboccato nel Dopolavoro Ferroviario, dove abbiamo semplicemente sborsato l'iscrizione (oggi 12 euro all'anno a persona) e provveduto alle spese periodiche per il nostro sostentamento, senza canone d'affitto del locale.
Il Gruppo Tirreno invece ha rilevato a suo tempo in comodato gratuito la Cabina ACEI della Stazione di Avenza accollandosi le spese di ristrutturazione che hanno fatto fare in economia (nei tempi in cui si poteva fare in economia - magari adesso serve un bando europeo!).
Il Gruppo FIMF di Treviso è l'unica attività nella sede del DLF di Treviso, compreso loco-monumento.
L'ACAF di Montesilvano ha avuto tutto e di più grazie al Fondatore che era il Sindaco iscritto alla FIMF.
Il Gruppo di Città di Castello ha avuto la sede a Villa Cappelletti dopo convenzione fra la FIMF e la Regione Umbria.
Il fatto di essersi presentati come FIMF è stato un punto di forza nei suddetti casi.
Io non dirò mai "la Fimf non mi da niente" o "non mi da niente per niente" perché il piatto della bilancia tende a favore.
Però non voglio fare propaganda assurda.
Se vogliamo fare un centro di eccellenza (anche per mettere insieme 150 casellanti al progetto onirico Roma Ostiense) discutiamone serenamente. La cooperazione fra soggetti diversi porta a risultati più grandi di quelli realizzabili da enti più piccoli (eccetto il caso del sindaco modellista, che aveva la politica a supporto).